E COME SE NON BASTASSE…C’E’ ANCHE IL BULLISMO

RIPORTO UN ARTICOLO DI UN QUOTIDIANO DI SABATO 9 FEBBRAIO 2007.

Ragazzino dislessico
picchiato dai bulli

Matteo Indice

Marco (nome di fantasia) è finito all’ospedale giovedì sera e ne avrà per almeno dieci giorni: «Contusioni ed ecchimosi su più parti del corpo», è scritto sul referto compilato dai medici all’ospedale Galliera e già trasmesso ai poliziotti del commissariato Centro di piazza Matteotti, dopo che il ragazzino era stato picchiato nell’istituto di suore al quale è iscritto.

Marco ha dodici anni, è dislessico, affetto da una forma di obesità che cerca di combattere in tutti i modi facendo sport e vive da almeno un anno una situazione più che tormentata: «I compagni – accusa la madre – lo isolano per via del suo aspetto fisico, perché gli impedimenti che lo affliggono ne hanno determinato comportamenti diversi rispetto alla gran parte del gruppo. E la sopraffazione fisica è soltanto l’ultimo capitolo di un’emarginaizone costante, cui la scuola non ha posto rimedio adottando i doverosi correttivi».

Il Secolo XIX, per ricostruire la vicenda, si è messo in contatto con i responsabili dell’istituto, ha ricostruito le reazIoni dei genitori degli altri ragazzini coinvolti, focalizzando un caso di profondo disagio a prescindere dai punti di vista delle varie parti. Molti dettagli vengono omessi per tutelare sia il minorenne ferito, sia i coetanei accusati di averlo deriso e indotto ad atteggiamenti aggressivi. «Da quando frequenta la seconda elementare – ribadisce la madre – Marco ha disturbi certificati da più d’uno specialista».

In particolare, è scritto sui documenti redatti a margine delle molte visite cui fu sottoposto, soffre di dislessia, disgrafia, discalculia, tipici disturbi dell’apprendimento in soggetti dal quoziente intellettivo comunque elevato. Le ripercussioni sono considerevoli sui risultati scolastici e sulle attività che richiedono capacità di lettura, di calcolo o di scrittura, e inevitabilmente ne risente la socialità.

«L’impostazione didattica – insiste la madre – dovrebbe essere diversificata, mentre spesso i suoi problemi congeniti hanno creato incomprensioni gravi». La dislessia rende (quasi) impossibile la redazione dei dettati dall’inizio alla fine, e anche lo studio a casa. Sull’obesità fanno leva invece i compagni di classe nei momenti di frizione, per insultarlo con più efficacia. E la madre di Marco adesso sospira: «Per raccogliere le sue confidenze ci sono voluti mesi, dopo che si era chiuso in una specie di silenzio turbato. Lo hanno sottoposto a scherzi, insultandolo sempre e soltanto per le sue caratteristiche fisiche e incolpandolo attraverso la scrittura di bigliettini fasulli».

Cose fra ragazzi, in un contesto normale, ma assumono connotati ben diversi per il particolare quadro psicologico di Marco che, suo malgrado, lo ha trasformato spesso in anello debole. Tutto questo fino alle botte dell’altro pomeriggio (almeno tre persone lo avrebbero messo in mezzo, come ha riferito un altro ragazzino) e all’epilogo del Galliera, che rischia d’innescare un’indagine della polizia su un caso di puro disagio.”

MANCA FORSE UN’ADEGUATA EDUCAZIONE CIVILE ALL’INTERNO DELLE FAMIGLIE E DELLE SCUOLE?

PER FORTUNA CHE LA SCUOLA FREQUENTATA E’ PRIVATA…

A VOI COMMENTARE QUESTO INFAME EPISODIO.

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E COME SE NON BASTASSE…C’E’ ANCHE IL BULLISMOultima modifica: 2008-02-10T10:54:40+00:00da sabry685
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2 pensieri su “E COME SE NON BASTASSE…C’E’ ANCHE IL BULLISMO

  1. Ci sono diversi fattori da valutare secondo me, prima di tutto la scuola che non sa farsi rispettare, proprio perchè è lei per prima che non rispetta gli alunni e i ragazzi di oggi sono diversi, non hanno paura dell’autorità e questo è bene, ma, una volta gli alunni erano più timorosi e questo aiutava nella disciplina, oggi per fortuna non c’è questo timore nei confronti della scuola (o forse ha solo cambiato forma), ma non c’è neanche rispetto, questo rispetto nei confronti dell’altro è un concetto estraneo nelle scuole o comunque solo un’astrazione, tante belle parole che la scuola per prima non è in grado di mettere in pratica. Gli insegnanti “dovrebbero” conoscere i loro alunni
    mettere la classe nella condizione di condividere tutto ciò che ogni singolo alunno porta con la sua unicità e viverlo come un arricchimento, da questo nascerebbe un grande rispetto per le diversità di ognuno. Certo anche la famiglia…..(bla..bla..bla..), ma ricordate che la maggior parte dei ragazzi passa più tempo a scuola che non in famiglia, che tante famiglie fanno quello possono, che non tutti, per vari motivi, riescono a dedicare loro più tempo e non tutti riescono a fare meglio.
    MA LA SCUOLA!? Cosa insegna? Non è in grado di insegnare a tutti, i nostri figli sono i più somari di tutta Europa, non riesce a dare un minimo di educazione, cosa ci vanno a fare a scuola i ragazzi?
    Per diventare dei delinquenti hanno bisogno di andare a scuola.

  2. Ma i dubbi che tutti noi abbiamo sull’efficienza educativa della scuola non vengono anche agli insegnanti o dirigenti scolastici? almeno quelli più attenti dovrebbero dichiarare un mea culpa….invece si vedono solo titoli su giornali e notizie alla tv che bacchettano gli studenti italiani accusandoli di mancato impegno nello studio. Posso capire se si trattasse di una bassa percentuale…(i somari veri e propri ci sono sempre stati!) ma quando si tratta del 70%(!!!) del corpo studentesco italiano, nessuno si pone la domanda: “non sarà anche un po colpa della scuola che non adegua ai tempi moderni una didattica moderna? non sarà che qualcuno dovrebbe rivedere il metodo educativo?”
    E’ vero che i giovani di oggi mancano di rispetto per l’altro, ma al di là dell’educazione famigliare, la scuola non dovrebbe essere anche “una scuola di vita”? l’educazione alla convivenza, al rispetto e a tanti altri valori e principi morali, dovrebbero essere quotidianamente sui banchi di scuola anche per sopperire alle mancanze di buona educazione in famiglie che non se ne occupano per svariati motivi. la differenza tra questi due nuclei educativi è che i genitori non studiano per diventarlo, i docenti si! docente significa EDUCATORE e non solo semplice divulgatore di nozioni. Invece si vedono certi insegnanti che non solo non insegnano principi fondamentali dell’educazione ma addirittura non rispettano e non si fanno neanche rispettare (vedi la prof filmata mentre un ragazzo le mette le mani addosso, o il prof che fuma in classe…)
    Sono questi gli adulti a cui noi dovremmo dare affidamento incondizionato?
    Anche i bulli ci sono sempre stati ma un tempo si reprimevano questi atteggiamenti violenti, ora se ne parla tanto ma nei fatti, dove sono gli adulti preposti al controllo? come mai proprio nelle scuole succedono maggiormente questi infami episodi di bullismo? le cose sono due: o manca la così tanto decantata presenza continua di personale responsabile o c’è ma preferisce tapparsi gli occhi e le orecchie perchè incapace di gestire queste situazioni incivili tra i giovani.
    In ogni caso…i nostri ragazzi sono messi proprio bene!

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